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01-08-2010
Secondo appuntamento del Premio Sabaudia Cultura: presentato ‘'Rete Italia’'
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Un dialogo serrato e una conversazione come nel salotto di casa snocciolando aneddoti vissuti dietro le quinte nei 40 anni di servizio ‘prestati’ allo Stato. È stato questo il percorso letterario che ha dominato il secondo appuntamento del Premio Sabaudia Cultura. Metti la presentazione di un uomo (e scrittore) come Corrado Calabrò col suo ‘Rete Italia’ (Rubbettino editore) e il gioco è fatto. Presentato dal sindaco di Sabaudia Maurizio Lucci, da Luigi Tivelli, direttore artistico del Premio, e da Giovanni Russo, presidente della giuria, nonché stimolato dalle domande della giornalista de IL Messaggero Barbara Corrao, co-autrice del libro, ha visto una nutrita e attenta partecipazione da parte del pubblico.
Corrado Calabrò ha ripercorso le sue tappe professionali, che lo portarono giovanissimo a vincere il concorso per il Consiglio di Stato come magistrato, la passione smodata per il nuoto (ha coperto anche la distanza dello Stretto), la collaborazione fattiva e attiva negli Anni Sessanta del Consiglio dei Ministri presieduto da Aldo Moro, i simpatici e singolari aneddoti che hanno visto coinvolto l’onorevole Giulio Andreotti, i suoi dubbi e le sue passioni di giovane professionista che si affacciava alla vita. Con grande passione Calabrò individua nelle reti di comunicazione di nuova generazione l’innesco indispensabile per far ripartire un’economia ormai strutturalmente stagnante e far protendere il Paese verso una società dell’informazione moderna, efficiente e pluralista. “Nell’attacco frontale cui abbiamo assistito sull’inefficienza della macchina amministrativa, peraltro più che giustificato, gli statali sono diventati tutti senza eccezione dei fannulloni –dice Calabrò-. Per estensione, anche le società indipendenti, possono sentirsi incluse nel mucchio. Il che dà la misura del paradosso, perché dovrebbero essere degli organismi di punta. Chi ha a che fare con i ministeri e più in generale con le istituzioni sa che le cose fortunatamente non stanno del tutto così. E che nella macchina statale si annidano aree di vera eccellenza, nonostante il sistema italiano non premi l’impegno de singoli e sia molto lontano dal mito francese dell’Ena. Se poi guardiamo ai casi Enron, ai tracolli finanziari più recenti, ai casi Cirio e Parmalat, scopriamo che non sempre privato è bello ed efficiente per definizione”. Calabrò è poi passato ad analizzare la fine del monopolio della Rai nelle telecomunicazioni, fino ad arrivare dal duopolio al digitale, aprendo squarci e nuove luci (e ombre) sui contenuti della tv di oggi, amplificandone vizi e propri limiti, sottolineando anche come è mutato nel tempo il rapporto esistente tra chi la tv la produce e chi sta al di là del tubo catodico. Ma cos’è la ‘Rete Italia’ secondo lo scrittore e uomo Calabrò citando il titolo del libro? È Stato, mercato e libertà: questo in sintesi il dilemma non solo economico, ma anche politico e filosofico, che ha attraversato il dibattito culturale del Novecento e che ha trovato nuova linfa nel momento storico attuale, caratterizzato da evidenti fallimenti del mercato e dalla necessità di trovare nuove regole efficienti e condivise. Con incalzante argomentazione Calabrò individua nelle reti di comunicazione di nuova generazione l'innesco indispensabile per far ripartire un'economia - quella italiana - oramai strutturalmente stagnante e far protendere il Paese verso una "società dell'informazione" moderna, efficiente e pluralista.
Accanto al Premio assegnato dal pubblico, chiamato a votare sui singoli libri presentati, è previsto un premio assegnato da una prestigiosa Giuria, presieduta da Giovanni Russo (autorevole scrittore e commentatore del Corriere della Sera) e composta da Roberto Napoletano, Mario Sechi, Mauro Mazza, Emilio Carelli, Maria Latella, Giovanni Malagò, Gigi Marzullo e Rodolfo Carelli.
Direttore artistico del Premio e conduttore delle serate è Luigi Tivelli, politologo e scrittore.
Il Premio si avvale quest’anno, oltre che di importanti sponsor nazionali quali Telecom, Enel e Ferrovie dello Stato, di due media partner, il giornale 6diSabaudia, radicato e diffuso nel territorio, che uscirà in tre edizioni nell’arco temporale della manifestazione, e la televisione Romauno (visibile sul canale 31 del digitale terrestre), che seguirà lo svolgimento delle singole serate. Il prossimo appuntamento del Premio Sabaudia Cultura è per martedì 3 agosto alle ore 19 sempre presso la struttura tensostatica di via Umberto I con Mario Segni che presenterà ‘Niente di personale. Solo cambiare l’Italia’.
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