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31-07-2010
La rivincita del mattone, rende più dell’oro, dei titoli di Stato e della borsa
Riceviamo e pubblichiamo la nota della Fiap
Chiaro il dato che emerge dagli studi del Ministero dell’Economia e del Lavoro: nonostante la discesa dei prezzi registrata in quest’ultimo anno e mezzo, la redditività del mattone italiano risulta l’investimento più produttivo, in ambito finanziario, rispetto ad ogni altro modo per far fruttare il denaro. Secondo i calcoli degli esperti, un’abitazione di 90 mq in una zona qualificata di una metropoli italiana acquistata nel 1995 e data in affitto, ha reso in questi ultimi 15 anni il 9,3% annuo netto. Al risultato concorre ovviamente la rivalutazione dell’alloggio che, comprato nel 1995 a 193 mila euro (circa 370 milioni di allora), ne vale oggi circa 385 mila: praticamente il doppio.
E dalle nostre parti? A Latina, inserita negli studi tra le città italiane di media grandezza, la rendita è di circa l’8,1%, considerando il prezzo salito dai 118 mila euro di quindici anni or sono agli attuali 231 mila di media, sempre per un trilocale semicentrale in zona qualificata
Ognuno di questi investimenti ha dunque fatto meglio di Piazza Affari, il cui indice di crescita si è attestato sul 2,8% annuo, dell’oro (+8%) e sono stati addirittura surclassati i Buoni del Tesoro decennali, che segnano un +4,4% annuo. Inoltre, dopo una lunga teoria di trimestri contrassegnati dal segno meno per quanto riguarda le compravendite, ed un 2009 consegnato alla storia con una retromarcia sino al 18 per cento nelle trattative concluse con successo, pian piano la contrazione negli acquisti si è fermata e sta facendo capolino il segno positivo. Quali le ragioni? «La paura è un po’ passata – commenta il presidente provinciale FIAIP Santino Nardi. Durante la crisi dei mutui subprime e la paura che gli istituti di credito potessero fallire a grappoli, non comprava casa nemmeno chi ne aveva bisogno. Passata la burrasca e constatato che, seppur scesi, i prezzi non sarebbero crollati, chi attendeva per investire è tornato in agenzia. Grazie anche alle banche, che stanno allentando la stretta per concedere credito, e grazie anche alla nostra Federazione, garanzia di trasparenza e professionalità, che sta stringendo sinergie sempre più importanti e vantaggiose per i clienti.»
E il mattone torna a fiorire: i mutui sono al minimo storico ed i bassi rendimenti in titoli ed azioni fanno tornare a valutare l’alloggio come investimento principe. Al bilancio di metà anno coincidente con le ferie d’agosto, quali i target favoriti dagli acquirenti pontini e quali le prospettive per fine 2010 ed oltre?
«Buono il mercato per gli immobili di pregio – tiene a precisare il presidente Nardi – ma anche il semicentrale, favorito, grazie al calo dei prezzi, da chi desidera rientrare in città dalle zone esterne.»
Se il 2010 è partito col piede giusto (+4,2% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno), cosa è lecito aspettarsi nell’immediato futuro? «L’anno in corso ritengo si chiuderà col segno positivo tra il 5 e l’8% rispetto al precedente - spiega Nardi - mentre per il 2011 mi attendo un incremento ancora maggiore. E siccome le compravendite ripartono prima delle quotazioni, nonostante tutti gettino acqua sul fuoco del facile ottimismo, il peggio dovrebbe essere alle nostre spalle.» E prima che i prezzi riprendano a salire grazie all'aumento della domanda, questo è forse proprio il momento giusto per comprare.
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